Imagine peace.

•22 dicembre 2010 • Lascia un commento

Siddharta

•2 dicembre 2010 • Lascia un commento

Dai suoi occhi smisuratamente ingranditi parevano prendere il volo ardenti visioni. Vedeva i mercanti commerciare, i principi andare a caccia, la gente in lutto piangere i suoi morti, le meretrici far copia di sé, i medici affannarsi per i loro ammalati, i preti stabilire il giorno per la semina, gli amanti amare, le madri cullare i loro bimbi – e tutto ciò non era degno dello sguardo dei suoi occhi, tutto mentiva, tutto puzzava, puzzava di menzogna, tutto simulava un significato di bontà e di bellezza, e tutto era inconfessata putrefazione.

Una meta si proponeva Siddharta: diventare vuoto, vuoto di sete, vuoto di desideri, vuoto si dogni, vuoto di gioia e di dolore. Morire a se stesso, non essere più lui, trovare la pace nel cuore svuotato, nella spersonalizzazione del pensiero rimanere aperto al miracolo, questa era la sua meta.

 

Mondo

•17 ottobre 2010 • Lascia un commento

Polvere, gran confusione, un grigio salone,
in quale direzione io caccerò la
polvere dai miei pensieri?

E quanti misteri coi pochi poteri che la mia condizione mi dà.

 

Mi sento così legato al posto in cui sono nato, in cui sono cresciuto, dove vivo. L’abitudine di veder trascorrere stagione dopo stagione, sole e temporale. Il dovere di subire l’imposizione di un modo di vivere, mi rende parte del Mondo. Ma non di dove si cresce, ma della Terra che ho bisogno di sentire.

 

She’s a rainbow.

•23 agosto 2010 • 1 commento
She’s a rainbow and she loves the peaceful life,
Knows I’ll go crazy if I don’t go crazy tonight.
 
It’s not a hill it’s a mountain: 
Let’s shout until the darkness, squeeze out sparks of light!
 
 
PS. Gli U2 non ti vanno proprio a genio ma.. Quando sento "She’s a rainbow" mi viene in mente solo una persona. It oma! Arcobaleno
 
 
 
 

Facciamo tutti parte del cielo, più che della terra.

•10 agosto 2010 • Lascia un commento
Negli ultimi dieci anni ci siamo accorti che ogni cosa che desideravamo si avverava a tempo debito, buona o cattiva, in un modo o nell’altro. Abbiamo continuato a dirci che uno di questi giorni avremmo dovuto organizzarci e desiderare solo cose buone. Poi è arrivato il nostro bambino! Eravamo felicissimi e allo stesso tempo ci sentivamo molto responsabili. Ora i nostri desideri avrebbero influenzato anche lui. Abbiamo sentito che era ora di finirla con le discussioni e metterci a rivedere i nostri meccanismi di desiderio: la Pulizia Primaverile delle nostre menti! E stato un lavoro grosso.
Ci capitava di trovare nei vecchi armadi della nostra mente cose che non sapevamo di possedere ancora, cose che avremmo sperato di non trovare più. Facendo le pulizie, abbiamo cominciato anche a notare molte cose che non andavano nella nostra casa: c’era una mensola che non avrebbe mai dovuto neanche stare là dove stava, un quadro che cominciava a non piacerci più, e c’erano due stanze tetre che sono diventate luminose e ariose quando abbiamo buttato giù il muro che le divideva. Abbiamo cominciato ad amare le piante: e pensare che all’inizio eravamo convinti che le piante ci rubassero l’aria! Abbiamo iniziato ad apprezzare il ritmo frenetico della città che di solito ci disturbava. Commettevamo molti errori e ancora ne facciamo. In passato abbiamo speso un mucchio di energia per cercare di ottenere qualcosa che pensavamo di volere, ci chiedevamo perché non riuscivamo a ottenerlo, per poi scoprire che uno dei due o tutt’e due non lo volevano veramente. Un giorno abbiamo ricevuto un’improvvisa pioggia di cioccolato da persone di tutto il mondo. "Ehi, che è "sta roba? Noi non mangiamo mica roba dolce! Chi è stato a desiderarla?" Ci siamo messi a ridere. Abbiamo scoperto che quando tutt’e due desideravamo una cosa all’unisono, succedeva più in fretta. Come dice la Bibbia, «là dove ci sono due riuniti nel mio nome». E’ vero. Due sono tanti.
Un potentissimo seme di pulizia.
Stiamo iniziando sempre di più a desiderare e pregare. Le cose che abbiamo cercato di conquistare in passato facendo il segno della pace, adesso cerchiamo di ottenerle attraverso il desiderio. Non lo facciamo perché è più semplice. Desiderare è più efficace che sventolare bandiere. Funziona. E come una magia. La magia è semplice. La magia è reale. Il segreto è sapere che è semplice, e non ucciderla con rituali elaborati che sono segno di insicurezza. Quando qualcuno è arrabbiato con noi, gli disegniamo nella nostra mente un’aureola attorno alla testa. E lui smette di essere arrabbiato con noi? Be’, non si sa. Sappiamo però che da quando gli disegniamo attorno l’aureola, improvvisamente per noi inizia ad assomigliare a un angelo. Questo ci aiuta a sentire affetto verso le persone, a ricordarci che ognuno ha una sua bontà dentro, e che tutte le persone che vengono da noi sono angeli travestiti che ci portano doni e messaggi dall’Universo.
La magia è logica. Provateci qualche volta.
Abbiamo ancora molta strada da fare. Sembra che più facciamo pulizia, più velocemente funzioni il processo di desiderare e ricevere. La casa adesso è diventata molto comoda. Sean è bellissimo. Le piante crescono. I gatti fanno le fusa. La città risplende, che ci sia il sole, la pioggia o la neve. Viviamo in un universo bellissimo. Siamo riconoscenti ogni giorno per la pienezza delle nostre vite. Non è un eufemismo. Sappiamo che la città, il paese, la terra stanno affrontando tempi molto duri e che si respira terrore. Però il sole splende ancora, noi siamo ancora insieme e fra di noi c’è amore, e anche nella nostra città, nel paese, sulla terra. Se due persone come noi stanno facendo delle loro vite quello che ne stiamo facendo noi, ogni miracolo è possibile! E vero, in questo momento ci farebbe comodo qualche grosso miracolo. Il punto è riconoscerli quando ti succedono ed esserne riconoscenti. Prima si manifestano in una forma ridotta, nella quotidianità, poi vengono a fiumi, a oceani.
Andrà tutto bene! Il futuro della terra è nelle mani di tutti noi.
Molte persone ci inviano tutti i giorni energia emotiva spedendoci lettere o telegrammi, venendo a bussarci al cancello o semplicemente inviandoci fiori e bei pensieri. Noi li ringraziamo tutti e li apprezziamo perché rispettano il nostro spazio e la nostra calma, di cui abbiamo bisogno. Grazie per tutto l’amore che ci mandate. Noi lo sentiamo tutti i giorni. Anche noi vi amiamo. Sappiamo che vi preoccupate di noi. Ed è bello. Ecco perché volete sapere che cosa stiamo facendo. Ecco perché tutti ci fanno tante domande. Noi lo capiamo. Be’, ecco cosa abbiamo fatto in questo periodo. Speriamo che voi abbiate lo stesso spazio e la stessa calma nella vostra mente per far avverare i vostri desideri.
La prossima volta che pensate a noi ricordatevelo, il nostro silenzio è un silenzio d’amore e non di indifferenza. Ricordatevi che noi scriviamo nel cielo invece che sulla carta… là c’è la nostra canzone.
Alzate gli occhi e guardate il cielo. Là c’è il nostro messaggio. Alzate gli occhi ancora e guardatevi attorno e vedrete che state camminando nel cielo, che arriva fino a terra. Facciamo tutti parte del cielo, più che della terra.
Ricordatevi che vi vogliamo bene.

John Lennon &Yoko Ono
New York, 27 maggio 1979

Dalle 2 alle 3.

•19 luglio 2010 • Lascia un commento
Puoi sentirlo nella tua testa:
inserisci la spina e cambia il mondo.

12gg 2010

•17 gennaio 2010 • Lascia un commento
Mi fermai un momento a fissare il cielo. Dovevano essere le 17.30 circa,forse qualche di più.
L’azzurro mi avvolgeva,freddo e cupo come sempre a quell’orario. Abbassai lo sguardo, mi fissai i piedi. Si potrebbe benissimo dire che qualcosa che non so dire cosa dirigesse i miei gesti in quel minuto.
Avevo l’impressione che quella fosse una scena che mi sarebbe rimasta impressa,seppur così poco duratura e priva di un significato ovvio.
Respirai a pieni polmoni. E mi buttai tra le strade.
Mi sentii tremendamente stupido. Un minuto prima ero in preda ad una visione "azzurra",e un minuto dopo ero nel bel mezzo della quotidianità, un mondo di parole sussurrate,urlate, di gesti compiuti istintivamente o premeditati. Era come se qualcosa mi incitasse a prendere una parte,mi obbligava a farmi un pensiero estremo. Era tutto nella mia testa,fu un caos.
Sì,la parola esatta è caos.
Un caos che aveva la forma di un tornado,un vortice a tratti calmo,a tratti violento e tagliente.
 
"Tu i Lupi non sai nemmeno come sono fatti".
Erano queste le parole che interrupero quel momento,bloccarono il vortice,bloccarono il respiro. 
 
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