Siddharta

Dai suoi occhi smisuratamente ingranditi parevano prendere il volo ardenti visioni. Vedeva i mercanti commerciare, i principi andare a caccia, la gente in lutto piangere i suoi morti, le meretrici far copia di sé, i medici affannarsi per i loro ammalati, i preti stabilire il giorno per la semina, gli amanti amare, le madri cullare i loro bimbi – e tutto ciò non era degno dello sguardo dei suoi occhi, tutto mentiva, tutto puzzava, puzzava di menzogna, tutto simulava un significato di bontà e di bellezza, e tutto era inconfessata putrefazione.

Una meta si proponeva Siddharta: diventare vuoto, vuoto di sete, vuoto di desideri, vuoto si dogni, vuoto di gioia e di dolore. Morire a se stesso, non essere più lui, trovare la pace nel cuore svuotato, nella spersonalizzazione del pensiero rimanere aperto al miracolo, questa era la sua meta.

 

~ di ioel su 2 dicembre 2010.

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